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In cammino verso la Pasqua del Signore Risorto

Data di pubblicazione 18/02/2026


Con il rito dell’imposizione delle ceneri siamo entrati in un tempo nuovo dell’anno liturgico, detto “forte” per il suo richiamo ad una vita più intensamente e responsabilmente vissuta. È un cammino che ci invita a guardare la realtà con occhi nuovi, per riconoscere il Risorto tra noi e lasciarci trasformare dall’incontro con Lui. Chiamati a riscoprire la bellezza del nostro credere, partecipando più attentamente alla vita ecclesiale attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio, aprendo il nostro cuore alla carità.
La Quaresima, più che di rinunce, è tempo di conversione, necessario per rinnovare “lo stile delle nostre relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarci interrogare dalla realtà” (papa Leone XIV).
Rinnovare lo stile delle relazioni è ritornare ad essere umani, vivere la “fraternità”, animati da sentimenti di bontà, da coerenza morale, dallo smascheramento di ogni forma di ipocrisia e cattiveria, dall’essere operatori di pace in ogni situazione di vita, in famiglia, sul lavoro, in società. È fare spazio a Gesù che sempre unisce: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" (Mt 18,20). Un’unità che non è uniformità, ma comunione nella diversità, radicata nell’unico Battesimo, nell’unico Signore, nell’unico Spirito. È camminare insieme, pregare insieme, testimoniare insieme il Vangelo. Lasciamoci guidare dalla consapevolezza che “senza condivisione fraterna non si può realizzare una comunità ecclesiale o civile: esiste solo un insieme di individui mossi o raggruppati dai propri interessi. Ma la fraternità è una grazia che fa Gesù” (papa Francesco).
Questa fraternità è frutto della Pasqua del Signore, che, con la sua morte e risurrezione, ha sconfitto il peccato ch’è la vera causa che separa l’uomo da Dio, l’uomo da sé stesso, l’uomo dai suoi fratelli. Nello stile del dialogo, la Quaresima è un tempo che ci fa comprendere gli altri, le loro attese e i loro dubbi. C’insegna a dialogare con rispetto e benevolenza, in spirito di prossimità. Attraverso il dialogo, sempre pronti ad ascoltarsi e ad imparare gli uni dagli altri, si abbattono i muri che dividono, si contribuisce a far crescere la cultura dell’incontro. Dialogare e condividere, sapere che l’altro ha qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto di vista, alle sue proposte: questo è lo stile del Vangelo!
È tempo di lasciarci interrogare dalla realtà, d’imparare ad ascoltare, a vedere, a riconoscere quanto ci sta attorno, ad attendere con pazienza che il seme nascosto nel terreno risorga a vita nuova. Tutto questo può accadere attraverso l’ascolto e il digiuno. L’ascolto è il primo gesto che ci rende capaci di entrare in dialogo con l’altro. L’ascolto a più dimensioni: ascolto della Parola nella liturgia, ascolto del grido del povero che invoca aiuto, ascolto della voce interiore che ci sollecita al bene.
Dopo l’ascolto, questo tempo propone il digiuno, “esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione”, che, “serve a discernere e ordinare gli appetiti, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo”. Così scrive Papa Leone XIV, nel suo primo messaggio della Quaresima.
Il Santo Padre Leone XIV si riferisce a tutti ed anche a noi, quando nell’itinerario quaresimale richiama ad una forma particolare di digiuno:
Vorrei invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.
Il mio augurio per questo tempo quaresimale, carissimi fratelli e sorelle, è che il Signore ci consenta di vivere insieme, di viverlo con fiducia e speranza, sapendo di non essere soli, di condividere una vera e propria "salita a Gerusalemme" con Gesù. Insieme, come Chiesa diocesana ci mettiamo in cammino verso la Pasqua, per celebrare con fede il mistero centrale della fede cristiana, la morte e la risurrezione di Cristo, che è anche la nostra morte e la nostra risurrezione. Lo percorriamo insieme, sostenendoci a vicenda.
Buon cammino quaresimale a tutti!

✠ Francesco OLIVA
Vescovo di Locri - Gerace


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