Data di pubblicazione 01/01/2026
Una Cattedrale gremita, segno visibile di una Chiesa che vive e cammina nella comunione. Si è celebrata il 28 dicembre, nella Chiesa Cattedrale di Locri, la solenne chiusura dell’Anno Giubilare diocesano, con una partecipazione corale delle Associazioni, dei Movimenti ecclesiali e delle confraternite, accanto ai sacerdoti della Diocesi e alle autorità civili.
La celebrazione, presieduta dal Vescovo, Mons. Francesco Oliva, ha restituito l’immagine di un laicato vivo, corresponsabile, protagonista di un cammino che durante l’Anno Giubilare ha attraversato i diversi ambiti della vita ecclesiale e sociale. Le aggregazioni laicali hanno infatti animato numerose iniziative, dando volto concreto a una Chiesa che non resta ferma, ma si fa pellegrina di speranza.
Nell’omelia, il Vescovo ha sottolineato come l’attraversamento della Porta Santa sia stato un autentico gesto di fede, capace di aprire alla vita e di far riscoprire una Chiesa accogliente, che non si chiude in se stessa. Un’esperienza che ha interpellato in modo particolare le Associazioni, chiamate a essere segno di apertura, di servizio e di prossimità nei contesti quotidiani.
Il cammino giubilare – ha ricordato Mons. Oliva – non si esaurisce con la celebrazione conclusiva, ma continua come percorso di misericordia e di speranza, al di là di ogni contesa. Anche nel passaggio storico vissuto dalla Chiesa universale, segnato dalla morte di Papa Francesco e dall’elezione di Papa Leone, resta saldo il compito dei laici: custodire la fede e tenere viva la speranza nelle comunità, nelle famiglie, nel lavoro e nella società.
Tra i segni più eloquenti del Giubileo, il Vescovo ha richiamato l’attenzione sull’apertura dell’Anno con i detenuti, ricordando con gratitudine il Magistrato di Sorveglianza che ha permesso a un gruppo di detenuti, impegnati in un cammino di reinserimento sociale, di partecipare alla celebrazione. Un’esperienza che ha coinvolto anche le realtà associative, chiamate a farsi ponte tra Chiesa e mondo, tra fragilità e futuro.
Il Giubileo ha fatto maturare una consapevolezza nuova: siamo un popolo in cammino, fondato sulla comunione e sulla sinodalità. Per le Associazioni e i Movimenti questo significa assumere con ancora maggiore responsabilità il compito di non disperdere quanto vissuto, lasciandosi trasformare dallo Spirito Santo che rinnova ogni cosa.
Numerose le tappe che hanno segnato l’Anno Giubilare: il Giubileo del mondo educativo, delle aggregazioni laicali, dei sacerdoti, delle forze armate e di tanti altri ambiti della vita sociale. Esperienze che hanno messo in luce una Chiesa plurale, capace di parlare linguaggi diversi, ma unita nella stessa missione: essere portatrice di speranza.
Forte l’invito rivolto ai laici organizzati nelle Associazioni: interrogarsi sulla speranza che abitano e che sono chiamati a testimoniare. «Quale speranza nutro? Quale speranza sono chiamato a vivere come cristiano nella mia famiglia, nel mio lavoro, nella società?». Domande che diventano programma di vita e di impegno ecclesiale.
In un tempo segnato da conflitti e incertezze, il Vescovo ha richiamato il coraggio di costruire la pace, riscoprendo le radici della fede a partire da Nicea e continuando a camminare come pellegrini di speranza, senza scoraggiarsi. Un cammino che le Associazioni sono chiamate a incarnare, prendendo esempio dalla Santa Famiglia di Nazareth, che non si è lasciata sopraffare né dalla violenza né dall’esperienza dell’esilio.
Con la chiusura dell’Anno Giubilare, le realtà associative della diocesi di Locri sono ora chiamate a ripartire con slancio rinnovato: prendere il largo, ancora una volta, con le vele spiegate e piene di speranza, mettendo a servizio della Chiesa e del territorio il dono della propria vocazione laicale.