Data di pubblicazione 20/05/2026
Una mattinata intensa, partecipata e ricca di stimoli quella vissuta dagli studenti delle seconde classi del Liceo Scientifico Zaleuco, sede centrale del Polo Liceale “Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti” di Locri, guidato dalla dirigente Carmela Rita Serafino.
Sabato 16 maggio, nell’Aula Magna Costantino Dardi, gli studenti hanno incontrato il giornalista vaticanista Francesco Antonio Grana per un dialogo sul tema “Comunicare la Chiesa oggi: da Papa Francesco a Leone XIV”.
All’incontro ha preso parte anche il Vescovo della Diocesi di LocriGerace, S.E. Mons. Francesco Oliva.
A moderare i lavori è stato Rocco Muscari, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi, promotore dell’iniziativa in collaborazione con la Diocesi stessa.
Muscari ha introdotto i relatori e salutato gli ospiti presenti: don Davide Imeneo, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali regionale, direttore dell’Avvenire di Calabria e fondatore della piattaforma AcutisAI; e don Rigobert Elangui, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano e delegato regionale Migrantes.
La dirigente Serafino, nei saluti iniziali, ha sottolineato l’importanza di affrontare con gli studenti un tema cruciale per la formazione civica contemporanea: il rapporto tra comunicazione, istituzioni ecclesiali e società.
In un’epoca in cui i linguaggi cambiano rapidamente e l’informazione si frammenta, la scuola – ha ricordato – ha il compito di formare cittadini capaci di leggere criticamente la realtà e di orientarsi con responsabilità nel mondo digitale.
È intervenuto anche il rappresentante dell’Amministrazione comunale di Locri, Giovanni Puro, che ha offerto una riflessione di carattere filosofico e culturale.
Puro ha evidenziato come, nella storia recente, il pensiero occidentale abbia spesso sacrificato la dignità della persona in nome di un materialismo produttivo, oscurando la dimensione spirituale e valoriale.
In questo contesto, la comunicazione della Chiesa diventa un richiamo essenziale alla centralità dell’uomo, alla sua libertà e alla sua anima.
Puro ha ricordato come Papa Francesco abbia riportato al centro l’umiltà, la misericordia e l’attenzione agli ultimi, opponendosi alla “cultura dello scarto”.
Allo stesso tempo, Papa Leone XIV si presenta come una guida autorevole in un tempo segnato da inquietudini geopolitiche e spirituali, offrendo una voce di pace e dialogo.
Per i giovani – ha concluso – è fondamentale comprendere che la comunicazione non è solo tecnologia, ma anche antropologia, etica e responsabilità.
L’intervento del vaticanista Francesco Antonio Grana è stato vivace, diretto e coinvolgente.
Grana ha dialogato con gli studenti, invitandoli a riflettere sul ruolo dell’informazione e sulla necessità di discernere criticamente tra notizie vere e false.
Ha ricordato come oggi la comunicazione giornalistica viva una fase complessa:
molti giovani non leggono più i quotidiani e si affidano a contenuti rapidi, spesso superficiali, diffusi sui social.
Un fenomeno che ha portato alla scomparsa di figure storiche come l’edicolante.
Secondo Grana, un buon pastore – vescovo o parroco – si riconosce anche dalla sua capacità di informarsi, di leggere ciò che accade nella società, di non chiudersi in una bolla autoreferenziale.
Il giornalista ha poi ripercorso l’evoluzione della comunicazione vaticana:
dai tempi dei contatti diretti e personali, fino all’era digitale, accelerata dalla pandemia e dall’introduzione di termini come smartworking.
In questo scenario, Papa Leone XIV, eletto con il quorum più alto della storia, rappresenta un ponte tra tradizione e modernità, mentre Papa Francesco ha incarnato un pontificato pragmatico e orientato all’azione.
Due stili diversi, ma un’unica direzione: una Chiesa che mette al centro gli ultimi e utilizza la comunicazione – anche digitale – per promuovere uguaglianza, accoglienza e solidarietà.
Grana ha concluso con una testimonianza toccante: la storia di un ragazzo rimasto paralizzato a causa di un’aggressione, che continua a incoraggiare i coetanei a vivere pienamente, senza nascondersi dietro filtri digitali.
Un invito a “metterci la faccia”, a vivere con autenticità.
A chiudere l’incontro è stato l’intervento di Mons. Francesco Oliva, che ha ringraziato la dirigente Serafino per aver offerto agli studenti un’occasione formativa capace di andare oltre le mura scolastiche.
Il Vescovo ha sottolineato come la comunicazione autentica sia incontro, conoscenza, relazione, e come il territorio della Locride abbia bisogno di essere raccontato da molteplici punti di vista per essere compreso e valorizzato.
Comunicare – ha affermato – significa rispettare l’altro, ascoltarlo, costruire legami veri.
Una comunicazione che prevarica non è comunicazione, ma dominio.
Il moderatore Rocco Muscari ha concluso i lavori citando una frase attribuita al legislatore Zaleuco, incisa nella sala del Consiglio comunale di Locri: “Ai Locresi non è dato possedere né schiave né schiavi.” Un monito che richiama la vocazione antica della città alla libertà e alla dignità umana, valori che – ha ricordato – le nuove generazioni portano ancora nel proprio DNA, nonostante l’avanzare della tecnologia.
A suggellare la mattinata, il Vescovo Oliva ha donato a Grana un crocifisso in ferro battuto, realizzato dai detenuti del Carcere di Locri nell’ambito di un progetto della Caritas diocesana diretta da Carmen Bagalà.
Un gesto che unisce comunicazione, artigianato, riscatto e comunità.
Una mattinata che lascia un segno.
L’incontro ha offerto agli studenti non solo informazioni, ma soprattutto criteri, sguardi, domande.
Ha mostrato come la comunicazione – ecclesiale, giornalistica, sociale – sia un terreno decisivo per comprendere il mondo e per costruire relazioni autentiche.