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Un convegno sulla pace e la fecondità del dialogo all’Auditorio di Gioiosa Ionica

Data di pubblicazione 22/04/2026


Un incontro ricco di spunti e riflessioni da portare nel quotidiano, quello che si è tenuto, sabato 18 Aprile, all’Auditorium di Gioiosa Ionica, dal titolo “Pace e conflitto nella Bibbia e nel Corano”. Presenti due relatori d’eccellenza: Hamdan Al Zeqri, referente dialogo interreligioso UCOII (Unione Comunità Islamiche d’Italia) e Comunità Islamica di Firenze e Toscana, e suor Mirella Muià, eremita dell’Unità a Monserrato - Gerace. A moderare il tutto Maria Valentina Agostino. Numerose le presenze in platea, tra cui una delegazione di docenti di religione della Diocesi di Locri - Gerace, che hanno potuto avvalersi del momento per approfondire tematiche interculturali, utili per le dinamiche educative e formative a scuola. L’evento è stato inserito nel Cammino Spirituale, per credenti e non credenti “La Cattiva Strada” e patrocinato dal Comune di Gioiosa Ionica. A porgere i saluti iniziali il sindaco Luca Ritorto, che ha ribadito l’importanza dell’incontro, soprattutto vista la situazione complessa in cui ci troviamo a vivere, dove è diventata normalità parlare di pace, attraverso una giusta guerra, di assuefarsi al potere del più forte, perchè non c’ altra via. Ed è qui che si è innestato l’intervento introduttivo della moderatrice Maria Valentina Agostino che, oltre a presentare gli ospiti, ha voluto richiamare i versi del poeta Rumi, il più grande e il più amato tra i poeti mistici, considerato il san Francesco del Medio Oriente, ponte tra Occidente e Oriente. Inoltre, ha ribadito la motivazione che ha spinto “La Cattiva Strada”, di cui lei fa parte, ad organizzare l'incontro: “In questo tempo in cui predomina la logica perversa della deterrenza invece della costruzione della pace con mezzi specifici, secondo la sentenza latina: si vis pacem, para bellum; in questo tempo, in cui la parola di Dio viene usata, abusata e strumentalizzata dai faraoni di questo mondo, per giustificare la loro “missione divina”, La Cattiva Strada desidera proporsi come presidio culturale di formazione permanente ed aprirsi al dialogo interculturale. A seguire l’intervento di Hamdan Al Zeqri, che ha sottolineato l’importanza del ringraziamento alle persone, come riportato nel Corano, perché attraverso di esso si arriva a ringraziare Dio. Il male più grande sta nel sacralizzare la violenza. Benedire le bombe sui civili non conferma di essere un vero credente. E’ più facile giudicare l’altro, mentre il dialogo è molto più difficile e quando manca si innalzano muri di incomprensione, che danno il via ad un’errata narrazione sull’altro. Un primo passo è mettersi in discussione e nei panni dell’altro. Per il vero credente la pazienza non deve avere limiti, non deve arrivare fino ad un certo punto. Molto interessante, poi, il chiarimento che Hadman ha fatto sul vero significato di “Jihad” (Guerra Santa). In realtà significa “sforzo”, “impegno” nel compiere la volontà di Dio. Quindi una lotta spirituale, morale e intellettuale del credente contro le proprie tentazioni, per il miglioramento di se stessi. E’ una questione di “testa” quando si interpretano certi termini, altrimenti si strumentalizzano per giustificare la violenza. Solo unendo le forze si potrà raggiungere la pace e superare il conflitto. Hamdan ha anche sottolineato il valore della terra nelle Sacre Scritture, da considerare sacra, ma anche consacrante. Ovunque l’uomo si trovi è tenuto ad essere un bravo cittadino, perché è un ospite, un viandante e non si deve mai sentire padrone di quella terra, che, essendo sacra, esige gesti sacri. Suor Mirella si è soffermata sulla figura biblica che l’ha conquistata più di tutte le altre: Abramo. Il comando di Dio ad Abramo “Vattene dalla tua terra”, in realtà va interpretato “Vai verso te stesso”. Per Abramo ha comportato lasciare tutto, anche se non era povero. E’ vissuto da povero in quell’esilio del deserto. Dio, allora, è un esule, è come un profugo, un migrante. La nostra vita è il deserto in cui Dio “sta”. Sappiamo che Abramo, oltre Isacco, ha avuto anche Ismaele da cui nascerà il mondo islamico, e quindi Abramo è l’iniziatore delle tre grandi religioni: Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo. Altri momenti nel viaggio di Abramo ci conducono al fatto che la scelta di Dio non è stata solo verso Abramo e i suoi discendenti, ma verso l’umanità intera. Anche quando Mosè osserva dall’alto la Terra Promessa, non era solo quella dei discendenti di Abramo, ma tutta la Terra. Il nostro modo di relazionarci, ha continuato suor Mirella, ha influenza anche sul Creato e a tal proposito riprende un verso del Salmo 119: “Del mio amore è piena la terra”. E allora, una persona è considerata “giusta”, quando riconosce le tante luci dell’Amore di Dio nel mondo e le mette in risalto contro tutto, anche a rischio di se stesso. Il conclusione, Hamdan Al Zeqri ha ricordato l’enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”, nello specifico il pensiero iniziale.” La fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello”. Tutti siamo responsabili sul costruire e custodire la pace, sia credenti che non credenti. Nessuno si salva da solo. Mirella Muià ha ricordato che bisogna sentire propri i bisogni dell’altro. Lasciare l'idea estrema della nazionalità e rivolgersi alle persone. Dall’incontro un seme di fecondità verso il bene comune e l’impegno di lavorare insieme sulle profezie sociali.

La pace comincia con un sorriso

Madre Teresa di Calcutta


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