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Focus Scuola Locride, la riflessione del vescovo Cesare Di Pietro

Data di pubblicazione 01/11/2026


Nell’ambito dello speciale Focus Scuola Locride, pubblicato da Gazzetta del Sud il 30 ottobre 2026 e firmato da Rocco Muscari, il vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, Monsignor Cesare Di Pietro, offre una riflessione ampia e articolata sul ruolo della scuola nella crescita delle nuove generazioni e nello sviluppo sociale e culturale del territorio. In un tempo segnato da profonde trasformazioni educative, relazionali e valoriali, il presule richiama l'importanza di un'alleanza autentica tra famiglia, scuola, Chiesa e istituzioni, capace di accompagnare i giovani nella costruzione del proprio futuro.
Di seguito il testo integrale dell'intervista, nella quale Mons. Di Pietro affronta temi centrali per la comunità educante della Locride, dall'inclusione alla formazione, dalla responsabilità degli adulti alle speranze affidate alle nuove generazioni.

«Ascoltiamo i ragazzi, solo insieme possiamo costruire il loro futuro»

Mons. Cesare Di Pietro, vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, rivolge agli studenti e ai docenti un messaggio di vicinanza che è anche un forte richiamo alla responsabilità educativa condivisa.

Un messaggio di vicinanza, ma anche un forte richiamo alla responsabilità educativa condivisa. È quello che Mons. Cesare Di Pietro, vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, rivolge agli studenti della Locride, alle famiglie, ai docenti e a quanti operano quotidianamente nel mondo della formazione, in un momento particolarmente delicato per le giovani generazioni.
L'attenzione del presule si concentra sul crescente disagio giovanile che sta emergendo in diverse realtà del Paese e che, purtroppo, ha manifestato segnali inquietanti anche nel territorio della Locride. Il recente episodio di violenza verificatosi a Siderno, che ha coinvolto alcuni adolescenti nei confronti di un loro coetaneo, diventa per il vescovo motivo di profonda riflessione. «Tutto questo ci interpella profondamente» afferma Mons. Di Pietro, sottolineando come dietro determinati comportamenti si nascondano spesso fragilità, solitudini e domande che non riescono a trovare ascolto. «I ragazzi – sostiene – hanno interrogativi che spesso restano soffocati nei loro cuori e una rabbia che deve essere trasformata in gioia di vivere, entusiasmo e capacità di mettere a frutto i meravigliosi talenti di cui sono portatori».
Per il vescovo la scuola rappresenta oggi molto più di un luogo deputato all'apprendimento delle discipline. I banchi scolastici sono spazi nei quali si costruiscono relazioni, si formano coscienze e si apprende il valore della convivenza civile. Accanto alle conoscenze culturali, infatti, vengono trasmessi esempi, valori e autentiche lezioni di vita.
In questo contesto emerge con forza il ruolo dei docenti, chiamati a svolgere una missione educativa sempre più complessa: «Oggi più che mai gli insegnanti sono chiamati ad accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita e, talvolta, a colmare difficoltà che si manifestano in altri ambiti educativi». Un compito che, tuttavia, non può essere affrontato in solitudine.
Da qui l'appello a costruire un autentico patto educativo che coinvolga tutte le realtà del territorio: famiglie, scuola, associazioni sportive, mondo del volontariato, istituzioni civili e comunità ecclesiale.
«La Chiesa si sente pienamente partecipe e coinvolta in questa impresa educativa – sottolinea il presule – si tratta di un'alleanza che deve avere come unico obiettivo il bene dei nostri ragazzi e la valorizzazione delle immense risorse che custodiscono nel loro cuore».
Secondo Mons. Di Pietro, la strada da percorrere passa innanzitutto dall'ascolto, un ascolto sincero, capace di accogliere le domande e le inquietudini dei giovani senza giudizi e preconcetti: «Se li ascoltiamo di più e ci poniamo al loro fianco con empatia, con affetto paterno e con una testimonianza autentica e coerente di vita, i nostri ragazzi sapranno apriranno il loro cuore e si sentiranno accompagnati nel loro cammino».
Una convinzione maturata anche attraverso l'esperienza personale. Il vescovo racconta infatti dei frequenti incontri con tanti giovani della Locride durante le passeggiate serali sul lungomare. Sono proprio loro a cercare il dialogo, a fermarlo per un saluto, una fotografia o semplicemente per uno scambio di parole.
«Mi chiedono spesso di visitare le loro scuole e di confrontarmi con loro – racconta – questi incontri mi confermano quanto sia forte nei ragazzi il desiderio di essere ascoltati e considerati».
Per questo Mons. Di Pietro ha espresso la volontà di recarsi presto negli istituti scolastici del territorio per avviare momenti di confronto aperto e rispettoso, nei quali condividere riflessioni, speranze e progetti per il futuro.
Il messaggio che il vescovo consegna alla comunità della Locride è chiaro: il futuro dei giovani non può essere affidato esclusivamente alle loro forze. È una responsabilità che chiama in causa l'intera società.
«Non i ragazzi da soli, ma i ragazzi insieme agli adulti» ribadisce. Solo attraverso una collaborazione concreta tra tutte le agenzie educative sarà possibile accompagnarli verso una crescita integrale e una piena realizzazione personale.
Per Cesare Di Pietro, infatti, dietro ogni fragilità si nasconde una ricchezza da scoprire e valorizzare. Ed è proprio investendo sui giovani, ascoltandoli e sostenendoli con amore, responsabilità e fiducia, che sarà possibile costruire una società più giusta, solidale e capace di guardare con speranza al domani.


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