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“Cristo è risorto!”: il Messaggio Pasquale di Mons. Oliva

Data di pubblicazione 02/04/2026


Cristo è risorto! Quanto vorrei che questo annuncio risuonasse oggi nelle nostre comunità, nelle nostre case, nei nostri paesi affacciati sul mare e nelle aree interne, spesso segnate da abbandoni e tanta solitudine!
In questo mio messaggio vorrei anzitutto parteciparvi il saluto di papa Leone XIV, che ho avuto la gioia di incontrare in udienza privata lunedì santo. Al di là dell’emozione è stato un bellissimo momento, non un incontro frettoloso e formale. Ho avuto la percezione di incontrare un padre e pastore, una persona vicina, che con delicatezza e rispetto ti ascolta, s’interessa di te e prende a cuore ogni tuo pensiero.
Al Papa ho consegnato un’ampolla del profumo di bergamotto, che anche quest’anno abbiamo fatto pervenire a tutte le diocesi d’Italia. È il profumo della nostra terra, che impreziosisce l’olio del sacro crisma, che in tutte le nostre chiese consacra e genera alla vita nuova.
Insieme all’ampolla di bergamotto ho consegnato una piccola Croce di Polsi lavorata a mano, espressione della devozione mariana della nostra gente. Papa Leone XIV ha mostrato interesse per la nostra terra e per la sua religiosità e pietà popolare. Sappiamo quanto questa sia importante nel cammino di fede delle nostre comunità: non può essere né ignorata né trattata con indifferenza, perché è ricca di quei valori, che già di per sé esprimono l’atteggiamento religioso di fronte a Dio. Ma ha bisogno di essere di continuo evangelizzata, affinché la fede, che esprime, divenga un atto sempre più maturo ed autentico.
Il Santo Padre ha mostrato interesse e sollecitudine pastorale per la nostra terra. C’invita a restare uniti nella preghiera e nella carità operosa. In attesa delle novità che lo Spirito non mancherà di suscitare per noi e per la nostra chiesa. Il Santo Padre, al quale sta particolarmente a cuore la nostra Chiesa, desidera che camminiamo insieme lavorando senza risparmiarci nella vigna del Signore.
Porto a tutti la sua benedizione e l’augurio di una santa Pasqua.
All’augurio del Santo Padre unisco il mio: che sia una pasqua che dia a noi ed al mondo intero una pace vera e duratura.
La luce della Pasqua illumini le ferite della nostra terra: le difficoltà economiche, la mancanza di lavoro per tanti giovani, il peso dell’emigrazione, le ferite provocate dalla violenza e da ogni forma di illegalità. Ma proprio quando il buio sembra più fitto e l’ingresso della tomba ben sigillato, il Signore Risorto irrompe con la fora della vita nuova, dischiude cammini nuovi, ci apre alla speranza. Nessuna situazione è senza via d’uscita, nessun cuore è perduto per sempre.
Ai giovani dico: non rassegnatevi, resistete sempre, sognate un mondo più giusto! Questa terra ha bisogno di voi, della vostra passione, del vostro coraggio. Cristo Risorto vi chiama a essere protagonisti di un futuro generativo di speranza.
A tutti, e specialmente a quanti pensano di aver perso la speranza, la Pasqua consegna un messaggio di gioia, quello che San Giovanni Paolo II gridò al mondo intero nella sua prima omelia durante la Messa di insediamento all’inizio del suo pontificato il 22 ottobre 1978:
«Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!».
Parole profetiche che non hanno perso la loro attualità.
Non chiudiamo le porte al Redentore! Lasciamoci incontrare da Lui! Egli è il Vivente! Lungo le nostre strade della Locride, nei luoghi di lavoro, laddove la gente vive e soffre, prega e spera, là si può incontrare.
La Vergine Maria, donna della Pasqua, accompagni il vostro cammino.
Con affetto vi benedico tutti.

✠ Il vostro Vescovo
Francesco Oliva


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