Data di pubblicazione 22/01/2026
Mons. Francesco Oliva vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, ha annunciato “con gioia” la riapertura della Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta in Gerace, restituita alla comunità al termine di un importante intervento di messa in sicurezza sismica.
L’edificio, tra i più significativi esempi di architettura bizantino-normanna della Calabria, e cuore storico-spirituale della città di Gerace e della Locride, torna dopo l’importante e delicato intervento nella sua funzione di luogo di fede e di incontro venerdì 23 gennaio con una cerimonia che inizia alle ore 16.30, alla presenza del Nunzio Apostolico d’Italia e San Marino, S.E. Rev.ma Mons. Petar Rajič, che presiede la solenne celebrazione liturgica.
Mons. Oliva ha sottolineato come l’intervento non è stato solo un’operazione tecnica, “ma un atto di cura verso la storia, la cultura e la spiritualità del territorio.” Le ponderate operazioni hanno permesso di preservare l’autenticità della Basilica, garantendone la stabilità strutturale e valorizzando un patrimonio che custodisce oltre un millennio di memoria comunitaria. Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi del Ministero della Cultura destinati alla sicurezza sismica dei luoghi di culto nell’ambito del PNRR, con la imprescindibile e preziosa presenza della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, della Città Metropolitana di Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia.
Decisivo il contributo dei professionisti dell’ufficio tecnico diocesano, del Comune di Gerace, dell’impresa esecutrice “Carrà Domenico e figli”, e di tutti coloro che hanno operato con competenza e dedizione.
Il vescovo ha espresso particolare gratitudine “alla comunità cristiana, che ha continuato a custodire l’amore per la Basilica anche durante il periodo di chiusura, ritrovando fiducia nella possibilità di restaurare un’opera d’arte nel rispetto della sua identità.” Affidando la Basilica rinnovata alla Vergine Maria Assunta, Mons. Oliva ha auspicato “che questo luogo continui a essere spazio di ascolto, celebrazione e annuncio, e un segno di speranza in un tempo in cui la bellezza rimane un bene essenziale per la vita delle persone e delle comunità.”
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella Sala dell’Arazzo della Cittadella Vescovile di Gerace sono stati illustrati gli interventi di messa in sicurezza realizzati nell’ambito del PNRR – Sicurezza sismica degli edifici di culto e dei campanili, nonché i rinvenimenti archeologici di rilevante valore storico, culturale e religioso.
Il Vicario Generale don Pietro Romeo riprendendo il tema della bellezza citato dal Vescovo ha sottolineato come “questa Basilica Concattedrale diventa così uno stimolo per dimostrare che è possibile nella nostra terra, per ciascuno di noi nella propria quotidianità, nella propria casa, nei propri giardini, per le nostre strade donare bellezza. Anche attraverso la riscoperta della bellezza si avvia un percorso di riscatto civile, sociale, culturale e religioso”.
Sono seguiti i saluti istituzionali del Sindaco di Gerace Rudi Lizzi che ha sottolineato come la riapertura della Basilica Concattedrale “rappresenta un momento di profonda gioia e di grande significato per l'intera comunità di Gerace”. “In questi mesi – ha aggiunto Lizzi - abbiamo lavorato in stretta sinergia con la Diocesi di Locri-Gerace, con la Soprintendenza e con tutti i soggetti coinvolti affinché questo luogo potesse tornare ad essere pienamente fruibile, sicuro e valorizzato. La cooperazione tra istituzioni civili e religiose si è dimostrata ancora una volta un modello efficace, capace di trasformare le sfide in opportunità”.
“Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato. Continueremo a lavorare con lo stesso spirito di collaborazione per far crescere Gerace e per valorizzare ogni angolo del nostro straordinario borgo”, ha concluso il sindaco.
Il Direttore dell’Ufficio Tecnico e dei Beni Culturali della Diocesi di Locri-Gerace, dottore Giuseppe Mantella, ha ripercorso le recenti campagne di scavo archeologico (2023–2025), condotte nella cripta e nella basilica superiore, che hanno permesso di ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione del complesso, rivelando un palinsesto architettonico le cui origini risalgono all’VIII secolo d.C.
È stata individuata la fase altomedievale del primo luogo di culto, ricavato direttamente nella roccia, successivamente inglobato e ampliato durante le diverse epoche, da quella ottoniana e normanna fino a formare l’attuale cripta-soccorpo.
Tra i ritrovamenti più significativi figura un Histamenon aureo (976-1025) raffiguranti gli Imperatori Basilio II e Costantino VIII, ulteriore conferma della lunga e stratificata storia del sito.
“Gli interventi strutturali - ha ribadito il direttore Mantella - sono stati progettati per rispondere alle vulnerabilità sismiche senza alterare l’identità storica dell’edificio ed hanno valorizzato le diverse fasi costruttive e reso più leggibile l’evoluzione architettonica della Concattedrale. Le navate, scandite da colonne in marmo provenienti da antichi siti locali di epoca romana, e la cripta, con il suo suggestivo intreccio di colonne millenarie, testimoniano l’incontro tra tradizione bizantina e influssi occidentali, nonché una continuità di fede lunga oltre tredici secoli.” Il dottore Mantella ha infine sottolineato come “la Diocesi di Locri-Gerace, storicamente punto di riferimento della spiritualità orientale in Calabria, conferma così il proprio impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico, consegnando alla comunità una Concattedrale rinnovata e pronta a essere vissuta e custodita nel futuro.”
L’architetto Giorgio Metastasio, Responsabile Unico del progetto, ha evidenziato che il completamento dell’intervento di messa in sicurezza sismica della Basilica Concattedrale “Santa Maria Assunta” di Gerace è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1 – Componente 3 “Cultura 4.0”, Investimento 2.4 dedicato alla sicurezza sismica dei luoghi di culto.
L’architetto Metastasio ha evidenziato alcuni dati importati, in particolare che l’intervento rientra tra i 256 progetti finanziati a livello nazionale e fa parte dei sette affidati alla Diocesi, individuata come Soggetto Attuatore Esterno, per un importo complessivo di 21,65 milioni di euro.
Per la Concattedrale, la previsione di spesa ammontava a 6,83 milioni di euro, sulla base del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica redatto dallo Studio Associato Jurina e Radaelli di Milano. La procedura di appalto integrato, gestita dalla Centrale Unica di Committenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha visto l’aggiudicazione all’impresa Carrà Domenico di San Costantino Calabro (VV).
A rappresentare la ditta è stato l’ingegnere Daniele Carrà che ha sottolineato come i lavori sono stati portati avanti in costante e proficua sinergia con la Diocesi di Locri-Gerace, “con cui si è instaurato un dialogo continuo e costruttivo”. Questa collaborazione ha permesso di affrontare ogni fase dell'intervento “con la massima attenzione, qualità garantendo, sicurezza e fedeltà alle esigenze di tutela del patrimonio”.
“Un elemento per noi fondamentale – ha aggiunto - è stato il coinvolgimento delle maestranze locali, che messe in campo hanno professionalità, dedizione e un legame autentico con il territorio. La loro partecipazione ha arricchito il progetto, trasformando un cantiere in un'esperienza condivisa e profondamente radicata nella comunità.” Carrà ha concluso evidenziando ringraziando “tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso, certi che la Concattedrale continuerà ad essere un punto di riferimento culturale e spirituale per le generazioni future.”
I lavori, consegnati il 20 gennaio 2025 e conclusi il 29 dicembre 2025 nei tempi previsti, sono stati diretti dall’architetto Luigi Scaramuzzino, con la sicurezza affidata agli architetti Caterina Mazzitelli, Lucia Saccà e ingegnere Bruno Giuseppe Chirchiglia. Il collaudo statico è stato curato dal prof. ing. Giuseppe Arena, mentre quello tecnico-amministrativo dall’ingnere Girolamo Siciliano.
L’architetto Luigi Scaramuzzino, che ha guidato la Direzione dei Lavori, ha specificato quali sono stati i criteri e interventi per la messa in sicurezza sismica della Basilica Concattedrale di Gerace. Il progetto ha perseguito l’obiettivo di incrementare la resistenza strutturale dell’edificio, garantendo un consolidamento efficace e rispettoso dei principi del restauro conservativo e delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).
La Direzione dei Lavori ha operato secondo quattro criteri fondamentali: affiancamento, conservazione, efficacia strutturale e compatibilità. Sono stati introdotti nuovi elementi strutturali in grado di lavorare in sinergia con quelli esistenti, valorizzandone la capacità residua attraverso un affiancamento “attivo”. La conservazione ha permesso di tutelare le strutture storiche, gli apparati decorativi e le preesistenze archeologiche. Infine sono stati impiegati materiali coerenti con la natura storica dell’edificio, come malte di calce idraulica naturale e acciaio, per restituire monoliticità alle murature e garantire un adeguato comportamento scatolare. Gli interventi hanno riguardato la cripta, le murature portanti, la copertura, il campanile, le facciate esterne. Il risultato è un consolidamento strutturale eseguito con metodo scientifico, tecnologie compatibili e pieno rispetto dell’identità storica della Basilica, oggi restituita alla comunità più sicura e valorizzata.
Il lavoro svolto nel corso dell’intervento è il risultato di una sinergia esemplare tra istituzioni, enti di tutela, professionisti e comunità locale, che hanno operato con responsabilità e visione condivisa.
Questa collaborazione ha non solo restituito alla Diocesi di Locri-Gerace un bene di inestimabile valore, ma ha anche posto le basi per una rinnovata centralità culturale e spirituale di Gerace, dove arte e fede diventano motori di identità, resilienza e sviluppo per le nuove generazioni.
La cerimonia di riapertura al culto della Basilica Concattedrale “Santa Maria Assunta” in Gerace, un patrimonio millenario restituito alla comunità, si terrà domani, 23 gennaio 2026 alle ore 16.30, alla presenza del Nunzio Apostolico d’Italia e San Marino, S.E. Rev.ma Mons. Petar Rajič, che presiede la solenne celebrazione liturgica, che sarà accompagnata da cento coristi delle varie comunità parrocchiali diocesane, alla presenza di numerose autorità religiose, civili e militari, e di tutti i fedeli della Diocesi di Locri-Gerace.
La cerimonia di riapertura al culto della Basilica Concattedrale in Gerace sarà trasmessa in diretta dalle ore 16:00 sui Canali Social e YouTube della Diocesi di Locri- Gerace e su Telemia sul canale 76 del Digitale terrestre in tutta la Calabria e in streaming su TeleMia.