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Gerace, la Basilica Concattedrale riapre al culto: festa per la diocesi e richiamo alla fede viva

Data di pubblicazione 26/01/2026


La Diocesi di LocriGerace ha vissuto una giornata di grande gioia con la riapertura della Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta a Gerace, restituita alla comunità dopo un importante intervento di messa in sicurezza sismica e restauro. Un momento atteso da anni, celebrato alla presenza del Nunzio Apostolico in Italia e San Marino, Mons. Petar Rajič, accolto dal vescovo mons. Francesco Oliva e salutato come “segno di comunione con il Santo Padre Leone XIV e incoraggiamento a perseverare nella fedeltà al Vangelo”.

La gratitudine del vescovo Oliva: “Un bene di tutti, un luogo che parla di fede e di storia”

Nel suo intervento, Mons. Oliva ha espresso profonda riconoscenza per la presenza delle autorità civili e militari, dei sindaci della Locride – reduci dai giorni difficili causa dal maltempo – e di quanti hanno collaborato alla realizzazione dell'opera.
Il presule ha ricordato come la Basilica rappresenti “una parte essenziale della nostra storia e della nostra identità”, simbolo millenario del passaggio dal rito bizantino a quello latino e ponte naturale tra Oriente e Occidente. Un luogo che, nelle sue intenzioni, dovrà continuare ad essere “spazio di fede viva, accoglienza, preghiera e carità”, oltre che richiamo all'unità e ai valori cristiani che hanno segnato la storia della Locride.
Definendo l'intervento “storico”, il vescovo ha sottolineato la sinergia tra Chiesa e istituzioni civili nella tutela del patrimonio ecclesiastico, “bene della comunità e non proprietà privata”. Restaurare la Basilica, ha spiegato, “non significa solo consolidare le strutture, ma ridare voce a un luogo che porta Dio attraverso la bellezza, via privilegiata che educa allo stupore e favorisce la pace”.
Mons. Oliva ha poi rivolto un sentito ringraziamento al Ministero della Cultura, alle Soprintendenze, alla Città Metropolitana, al Comune di Gerace, ai progettisti, ai tecnici e all'Ufficio beni culturali della diocesi. Un riconoscimento speciale è stato riservato alla ditta Carrà Domenico e figli e alle maestranze che hanno eseguito i lavori con competenza e dedizione.
“Con sentimenti di gratitudine – ha concluso – riconsegniamo oggi questa Basilica alla comunità diocesana, perché continui ad essere segno di luce, bellezza e speranza per tutti”.
Durante la celebrazione, mons. Petar Rajič ha offerto una riflessione intensa sul significato spirituale della riapertura della Concattedrale. Ha definito l'evento un'occasione privilegiata per rendere grazie a Dio per le numerose benedizioni ricevute nei secoli attraverso i sacramenti celebrati in questo luogo santo.
Richiamando il libro di Neemia, il Nunzio ha ricordato la gioia del popolo di Israele nell'ascoltare la Parola di Dio, una gioia che appartiene anche ai cristiani di oggi: conoscere la volontà del Signore, ha detto, “non ci limita, ma ci purifica e ci conduce alla verità”.
Ha invitato i fedeli a vivere la liturgia come ascolto attento e rinnovamento spirituale, ricordando che la vera adorazione nasce da un cuore libero e si esprime non solo nella Messa domenicale, ma anche nella preghiera personale e nell'osservanza dei comandamenti.
Riferendosi al profeta Isaia – “Il mio Tempio sarà casa di preghiera per tutti i popoli” – Mons. Rajič ha ribadito che ogni chiesa è luogo privilegiato per incontrare il Dio vivente, ma ha ricordato che il Signore desidera soprattutto abitare nel cuore di ciascuno. Citando San Cesario d'Arles, ha esortato i fedeli a custodire la purezza dell'anima come si custodisce la bellezza di una basilica: “Se vuoi una chiesa splendente, non macchiare la tua anima con il peccato”.
La riapertura della Concattedrale, ha affermato, è un invito a rinnovare la propria vita cristiana e a camminare come “pietre vive” della comunità, sostenuti da fede, speranza e carità. Affidando tutti alla protezione della Vergine Maria Assunta, il Nunzio ha concluso con un richiamo alla fedeltà al Vangelo, che conduce al dono della vita eterna.


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