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Venerdì Santo: l’omelia di Mons. Francesco Oliva

Data di pubblicazione 07/04/2026


Fratelli e sorelle,
oggi la Chiesa tace. Tace davanti alla Croce. Tace davanti a un amore che non si può spiegare, ma solo contemplare. Abbiamo ascoltato la Passione secondo Giovanni. Non è semplicemente il racconto di una morte ingiusta: è la rivelazione di un amore che va fino alla fine. Gesù non subisce la croce: la abbraccia. Non è vittima degli eventi: è Signore anche nell’ora della sua morte. Sul Golgota non vediamo solo il dolore dell’uomo, ma il cuore di Dio.

“Ecco l’uomo”

Quando Pilato presenta Gesù dicendo: “Ecco l’uomo”, senza saperlo proclama una verità più grande. Ecco l’uomo:

  • ferito

  • tradito

  • umiliato

  • abbandonato

Ecco ogni uomo.

Ma in quell’uomo sfigurato c’è anche il volto di Dio che non smette di amare. Cristo rivela che Dio non salva dall’alto, ma dentro le ferite della storia.

La Croce, trono dell’amore

Nel Vangelo di Giovanni, la croce è già gloria. È il momento in cui tutto si compie: “Tutto è compiuto”. Non è la fine. È il compimento dell’amore. Sulla croce:

  • Gesù perdona

  • Gesù dona

  • Gesù si consegna

E consegna anche sua Madre: “Ecco tua madre”.
Nel momento del dolore più grande nasce una nuova umanità, una nuova famiglia.

Le nostre croci

Fratelli, la Croce di Cristo illumina le nostre croci.
Quante croci oggi:

  • nelle famiglie ferite

  • nei giovani smarriti

  • nei poveri dimenticati

  • in chi porta una sofferenza nascosta

  • nelle guerre insensate che uccidono e distruggono l’uomo ed il creato.

Il Venerdì Santo ci dice che nessuna croce è senza senso, se unita a quella di Cristo. Dio non toglie sempre il dolore, ma lo trasfigura.

Un amore che chiede risposta

Davanti alla Croce non si resta spettatori. Oggi siamo chiamati a scegliere:

  • restare lontani

  • oppure avvicinarci e adorare

Adorare la Croce significa dire:
“Signore, mi fido di Te, anche quando non capisco”.

Il silenzio che prepara la luce

Oggi la Chiesa non celebra l’Eucaristia. Oggi resta in silenzio.
Ma è un silenzio carico di attesa. Perché sappiamo che la Croce non è l’ultima parola. L’ultima parola sarà la vita. L’ultima parola sarà la risurrezione.

Conclusione

Fratelli e sorelle,
accostiamoci alla Croce. Non come a un simbolo lontano, ma come al luogo dove siamo amati personalmente. Lasciamoci guardare da Cristo crocifisso. E impariamo da Lui ad amare fino alla fine.
Amen.


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