Lettera ai Sacerdoti e catechisti in tempo di coronavirus

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IV domenica di Quaresima

Carissimi sacerdoti,

Cari catechisti,

Vengo a voi in questo delicato momento con una duplice esigenza.
– La prima: esprimere a voi sacerdoti e catechisti la vicinanza e condivisione in questo tempodi coronavirus. C’è in tutti legittima apprensione, preoccupazione, incertezza, paura e quant’altro. Lanostra vita ordinaria sembra essersi interrotta nel deserto del cammino quaresimale, costretti a casa e con limitata possibilità di relazioni interpersonali. Nonostante tutto possiamo vivere questo tempo inun’attesa fiduciosa e vigilante: fiduciosa, non perdendo la speranza e la fede nel Dio che tutto vede e provvede, che conosce i tempi ed i ritmi della nostra vita; vigilante: tempo di lavoro a casa, di riflessione e preghiera. È possibile dedicarsi a tante altre attività, che il ritmo frenetico della vita moderna aveva reso difficile. Penso ad una buona lettura, alla lettura del Vangelo o delle Sacre Scritture. È un tempo diverso da vivere però non come ‘punizione di Dio’, ma come tempoquaresimale, simile a quello vissuto da Gesù nel deserto. Un tempo diverso che aiuta a vivere la preghiera personale con la stessa intensità ed efficacia della preghiera liturgica: essa insieme a questaunisce l’orante al Signore non solo nell’aula della celebrazione, ma anche nelle case e nei luoghi dovesi svolge ordinariamente la vita. Vi invito a cogliere la provocazione di San Cipriano, vescovo diCartagine (249 d.C.): “Questa pestilenza che pare ad alcuni orribile e micidiale, mette invece a prova la santità di ognuno e pesa sulla bilancia il cuore umano, giudica cioè se i sani servono gli infermi, se i parenti assistono pietosamente i parenti, se i padroni hanno pietà dei servi languenti, se i medici abbandonano i malati che li cercano, se i delinquenti frenano le loro violenze, se gli usurai smorzano gli ardori indomabili della loro avarizia”. Come tale è un tempo da tenere impegnato, in modo da

non essere presi dalla tentazione dello scoraggiamento e della resa.
– La seconda esigenza: con la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività oratoriali

e di catechismo avvertiamo un senso di vuoto e di tristezza per la mancanza di questi momenti che ci vedevano in parrocchia insieme ai ragazzi, che pur vivaci erano lì a condividere con voi la Parola

di Dio, momenti di preghiera o anche semplici spazi di socializzazione. Credo che sentiamo molto la mancanza di tutto questo. Ora ci chiediamo come poter continuare a stare insieme, a parlare di Gesù, a leggere il Vangelo? Certo non sarà possibile per il momento farlo insieme. Come poter aiutare i ragazzi a farlo nella forma individuale? Magari pensando modalità e iniziative percontinuare l’accompagnamento dei nostri ragazzi e delle loro famiglie e condividendo le esperienze fatte.

Vi inoltro una Lettera per i catechisti, preparata dalla Consulta dell’Ufficio Catechisticonazionale, per accompagnare e sostenere quanti sono impegnati nella formazione della vita cristiana:nella sua essenzialità, offre indicazioni per l’annuncio anche fra le limitazioni e le privazioni diquesto tempo. Un secondo testo, preparato dal Settore per il Catecumenato dell’UCN, presenta alcuni orientamenti per il cammino dei catecumeni: accanto alle proposte per l’itinerario, anche il suggerimento circa il differimento della celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (vediallegati). Fatene oggetto di riflessione e cogliete quello che è possibile. Il tutto con quello spirito diservizio che contraddistingue l’azione formativa di ogni sacerdote e catechista. Speriamo sia unmomento che non duri troppo a lungo. Tutti vorrebbero sapere: quanto dura? Faremo la Pasqua come gli altri anni? E il giorno della celebrazione unitaria dei sacramenti quando sarà? Slitterà la data già fissata? Sono interrogativi legittimi, cui non possiamo dare risposta immediata. Di certo ci sarà slittamento nei tempi previsti… e non di poco. Le stesse date della Cresima o della prima Comunione, eventualmente fissate, saltano. Questo più che grave disappunto deve suscitare ildesiderio dell’attesa e l’intensificazione della preparazione personale, che non va identificata con lapreparazione della festa esterna.

In conclusione, sento di ricordare a me e a ciascuno di voi l’esortazione del profeta Sofonia, che in un periodo di grave calamità incoraggiava Sion a “non lasciarsi cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente” (Sof 3,14-15).

Con questi sentimenti ho pensato a ciascuno di voi, mentre siamo in cammino verso la Pasqua.Sarà Pasqua anche quest’anno! E sarà come ogni anno evento di liberazione, di pace e di resurrezione.Qualunque sia la modalità di svolgimento con o senza partecipazione del popolo alle celebrazioni. Ma, se anche non dovesse svolgersi come desideriamo, vi auguro di viverla con la fede nel Risorto che ha vinto la morte e ci ha donato la speranza che alla fine tutto andrà bene e la paura della morte e di quanto la provoca sarà definitivamente passata.

Confido nella vostra preghiera.
Il Signore benedica ciascuno di voi e le vostre famiglie!

Francesco OLIVA

Locri, dalla Sede Vescovile, 22 marzo 2020