Adeguamento liturgico delle chiese

Carissimi,

la nuova edizione in italiano del Messale Romano, approvata dai Vescovi nell’Assemblea di novembre 2018, in attesa di approvazione della Santa Sede, sarà quest’anno un evento che non mancherà d’interpellarci a livello liturgico. In particolare, ci porterà ad interrogarci sulla recezione della riforma liturgica nella nostra Chiesa a più di cinquant’anni dal Concilio.

Tra i diversi aspetti, desidero richiamare all’attenzione l’urgenza di completare, rivedere e realizzare l’adeguamento liturgico delle nostre chiese, soprattutto di quelle parrocchiali. Esistono ancora diverse chiese che non sono completamente adeguate sul piano liturgico e pertanto un tale intervento non è più procrastinabile. Troppo spesso, il concetto di adeguamento liturgico è coinciso con la semplice realizzazione dell’altare per la celebrazione presieduta dal ministro rivolto all’assemblea. La realizzazione dell’altare è stata una semplice riproduzione nelle forme e nell’idea artistico-progettuale dell’altare tradizionale, ovvero senza la capacità di realizzare ed elaborare un nuovo altare che potesse essere sintesi della molteplicità degli aspetti simbolici di questo luogo celebrativo ed espressione delle acquisizioni liturgiche e teologiche in riferimento allo stesso. Per i suddetti motivi, anche laddove si è provveduto alla realizzazione di una mensa per la celebrazione rivolti all’assemblea, bisognerà coraggiosamente procedere ad una revisione e, se necessario, ad una nuova realizzazione.

Ma si deve anche tener presente che l’opera di adeguamento liturgico non si può esaurire nella realizzazione del solo altare: comporta il completo adeguamento dello spazio celebrativo, disponendo, secondo l’ordine della celebrazione, i fuochi liturgici dell’altare, della sede del presidente dell’assemblea liturgica e dell’ambone.

L’altare e l’ambone devono essere, in ogni chiesa parrocchiale e in ogni chiesa in cui ordinariamente si celebra l’Eucaristia domenicale, degli elementi concepiti artisticamente secondo le nuove disposizioni liturgiche, di pietra, inamovibili e disposti tenendo conto della processionalità del percorso dei ministri nell’azione liturgica.

Chiedo pertanto che ogni chiesa, parrocchiale e non, in cui ordinariamente si celebra l’Eucaristia domenicale, sia adeguata alle attuali norme liturgiche. Occorre procedere non in modo arbitrario, ma predisponendo un progetto con la collaborazione dell’Ufficio BB.CC., dell’Ufficio tecnico e dell’Ufficio liturgico, da presentare in Curia per l’approvazione definitiva.

A riguardo gli uffici della Curia diocesana (Ufficio BB.CC. – Ufficio Tecnico – Ufficio Liturgico) saranno disponibili ad offrire la propria consulenza.

Locri 4 marzo 2019

Il Vescovo

Francesco Oliva

A tutti i sacerdoti parroci

alle Comunità parrocchiali

LL. SS.

Carissimi,

facendo seguito alla lettera del nostro vescovo (prot. n° 188/V/2019), dovendo procedere a un serio adeguamento liturgico delle chiese della nostra diocesi, anche rivedendo le soluzioni di adeguamento compiute e che non rispondono pienamente alle norme emanate dalla Conferenza Episcopale Italiana e completando l’opera di adeguamento laddove manca l’ambone, è necessario precisare quanto segue.

“ L’’altare nell’assemblea liturgica non è semplicemente un oggetto utile alla celebrazione, ma è il segno della presenza di Cristo, sacerdote e vittima, è la mensa del sacrificio e del convito pasquale che i1 Padre imbandisce per i figli nella casa comune, sorgente di carità e unità. Per questo è necessario che l’altare sia visibile da tutti, affinché tutti si sentano chiamati a prenderne parte ed è ovviamente necessario che sia unico nella chiesa, per poter essere il centro visibile al quale la comunità riunita si rivolge. La sua collocazione è di fondamentale importanza per il corretto svolgimento dell’azione liturgica e deve essere tale da assicurare senso pieno alla celebrazione. La conformazione e la collocazione dell’altare devono rendere possibile la celebrazione rivolti al popolo e devono consentire di girarvi intorno e di compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti.

[…]  La forma e le dimensioni del nuovo altare dovranno essere differenti da quelle dell’altare preesistente, evitando riferimenti formali e stilistici basati sulla mera imitazione. Per evocare la duplice dimensione di mensa del sacrificio e del convito pasquale, in conformità con la tradizione, la mensa del nuovo altare dovrebbe essere preferibilmente di pietra naturale, la sua forma quadrangolare (evitando quindi ogni forma circolare) e i suoi lati tutti ugualmente importanti. Per non compromettere la evidenza e la centralità dell’altare non è ammesso l’uso di materiali trasparenti. Nel caso in cui l’altare preesistente venisse conservato, si eviti di coprire la sua mensa con la tovaglia e lo si adorni molto sobriamente, in modo da lasciare nella dovuta evidenza la mensa dell’unico altare per la celebrazione”[1].

“L’ambone – poi –  è il luogo proprio dal quale viene proclamata la Parola di Dio. La sua forma sia correlata a quella dell’altare, il cui primato deve comunque essere rispettato. L’ambone deve essere una nobile, stabile ed elevata tribuna, non un semplice leggio mobile; accanto ad esso è conveniente situare il candelabro per il cero pasquale, che vi rimane durante il tempo liturgico opportuno.

L’ambone va collocato in prossimità dell’assemblea, in modo da costituire una sorta di cerniera tra il presbiterio e la navata; è bene che non sia posto in asse con l’altare e la sede, per rispettare la specifica funzione di ciascun segno”[2].

Al fine di procedere con metodo vi chiedo di seguire i passi qui di seguito riportati:

  1. Contattare l’ufficio liturgico alla mail uff.liturgicolocri@gmail.com chiedendo e concordando un primo sopralluogo del sottoscritto, possibilmente unitamente a un incontro con il Consiglio pastorale parrocchiale per spiegare la necessità dell’opera di adeguamento e la forte simbologia dei fuochi liturgici.
  2. La committenza è sempre del parroco o del legale rappresentate dell’ente cui è affidata la gestione del luogo di culto ivi compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria. Se la proprietà dell’edificio è di un ente diverso da quello che gestisce il luogo di culto lo si coinvolga nell’incontro e nell’elaborazione del progetto. La direzione e i rapporti con la Sovrintendenza, in ogni caso, sono di esclusiva competenza della Diocesi attraverso l’Ufficio Liturgico e l’Ufficio tecnico e per i beni culturali ecclesiastici. Con la direzione degli uffici citati si concordi la figura di un architetto che proceda all’elaborazione del progetto.
  3. Dopo l’elaborazione del progetto e la realizzazione dei primi bozzetti, a seguito di opportuni incontri con l’Ufficio liturgico, prima della presentazione del progetto in Commissione diocesana d’Arte sacra si proceda a un confronto previo con l’Ufficio Liturgico e l’Ufficio tecnico e per i beni culturali ecclesiastici.
  4. Il progetto, così definito, sia poi presentato alla Commissione d’arte Sacra con i relativi preventivi (possibilmente più di uno) e tramite gli Uffici competenti alla Sovrintendenza.
  5. Si concordi con l’Ufficio liturgico e con il Vescovo la data per la Dedicazione dell’Altare e la benedizione dell’Ambone.
  6. Il costo per la realizzazione dell’opera di adeguamento, non deve dissuadere dal procedere alla progettazione dell’adeguamento ed alla sua successiva realizzazione. Per le comunità che hanno necessità si cercherà di trovare la soluzione che superi ogni difficoltà.

Confermandomi a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, cordialmente auguro buon lavoro a tutti voi.

                                                                                         Sac Nicola Commisso Meleca

  Direttore dell’Ufficio Liturgico 


[1] CEI – Commissione episcopale per la Liturgia, “L’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica”, 17

[2] Ibidem, 18