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Celebrata a Locri la Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone

Data di pubblicazione 09/02/2026


Si è svolta domenica a Locri la Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Locri-Gerace. Un appuntamento di particolare intensità spirituale e civile che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, operatori pastorali e rappresentanti delle istituzioni, riuniti per riflettere su una delle ferite più profonde e meno visibili del nostro tempo.
L’incontro ha rappresentato un prezioso momento di ascolto e di presa di coscienza, capace di andare oltre la dimensione teorica del fenomeno grazie alle testimonianze dirette, autentico cuore della giornata. A prendere la parola sono stati due giovani coinvolti nel progetto di integrazione e accoglienza diffusa coordinato da Jungi Mundu a Camini, che hanno raccontato il proprio percorso umano e migratorio. Le loro storie hanno messo in luce, da un lato, i gravi rischi legati ai viaggi della speranza, spesso segnati da sfruttamento e violenza e, dall’altro, il valore decisivo di un’accoglienza strutturata e responsabile, capace di generare integrazione reale, dignità e futuro.
Particolarmente toccante anche l’intervento di un gruppo di volontari della Croce Rossa, impegnati negli anni nell’accoglienza dei migranti giunti sulle coste della Locride, in particolare nel porto di Roccella Jonica. I loro racconti hanno riportato alla memoria episodi drammatici, storie famigliari spezzate e fragilità estreme, suscitando profonda partecipazione emotiva e ricordando come dietro ogni numero vi siano volti, nomi e vite segnate dalla sofferenza.
A conclusione dell’incontro, il Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, S.E. Mons. Francesco Oliva, ha richiamato il senso profondo della Giornata, celebrata nella memoria di Santa Giuseppina Bakhita. Il Vescovo ha sottolineato come questa ricorrenza rappresenti «un tempo di testimonianza e di risveglio della coscienza», capace di interrogare in profondità la vita delle comunità cristiane.
Mons. Oliva ha invitato la Chiesa locale a non ripiegarsi su se stessa, ammonendo che «le nostre comunità rischiano di rimanere chiuse nelle proprie preoccupazioni», perdendo il contatto con le sofferenze del mondo. Richiamando il profeta Isaia e il Vangelo, ha ribadito che la comunità cristiana è chiamata a essere luce e sale, attenta alle ferite dell’umanità e capace di farsi prossima a chi è nel bisogno.
Nel suo intervento, il Vescovo ha inoltre evidenziato come dietro il fenomeno della tratta vi siano vittime silenziose e persone senza voce, ma anche sistemi che «approfittano della povertà e del bisogno di chi cerca solo pane e dignità». Di fronte a tutto questo, ha affermato con forza che «non possiamo chiudere gli occhi», perché il Vangelo chiede ai cristiani di essere presenza viva e responsabile nella società.
Infine, Mons. Oliva ha espresso l’auspicio che iniziative come questa non restino eventi isolati, ma diventino parte integrante della pastorale ordinaria, capaci di alimentare una dimensione missionaria della Chiesa, attenta ai segni dei tempi e impegnata nella costruzione di una società più giusta, umana e solidale. Una responsabilità che interpella tutti, credenti e istituzioni, e che chiama a trasformare la consapevolezza in impegno concreto.
Sul canale YouTube della Diocesi il servizio con le dichiarazioni degli organizzatori.


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