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PISTE DI RIFLESSIONE PER IL CAMMINO DIOCESANO DI PREPARAZIONE ALLA SETTIMANA SOCIALE DI REGGIO CALABRIA

1) QUALE CITTADINANZA NELLA LOCRIDE?

Una serie di fenomeni negativi caratterizzano il compiuto esercizio della cittadinanza nella Locride, quali, a titolo esemplificativo: connivenze mafia-politica-poteri occulti, clientelismo diffuso nelle istituzioni, voto di scambio, usura, nonché, a livelli più prossimi ai cittadini: abusivismo edilizio, carente attenzione al territorio e all’ambiente, sviluppo urbanistico disordinato). Alla luce di questi fenomeni qual è lo stato reale della cittadinanza nella Locride, intesa come godimento dei diritti fondamentali sanciti nella Costituzione (libertà, amministrazione della giustizia, efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione, sanità, ecc…) e come esercizio dei doveri propri di ciascun individuo?

n. 167 Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (C.D.S.C.)

Il bene comune impegna tutti i membri della società: nessuno è esentato dal collaborare, a seconda delle proprie capacità, al suo raggiungimento e al suo sviluppo. Il bene comune esige di essere servito pienamente, non secondo visioni riduttive subordinate ai vantaggi di parte che se ne possono ricavare, a in base a una logica che tende alla più larga assunzione di responsabilità.

art. 2 Costituzione della Repubblica Italiana (Cost.)

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

2) TRADIZIONE E TRADIZIONALISMO.

La “tradizione”, intesa come trasmissione tra le generazioni dei valori e della cultura che dovrebbero fare della nostra una “città” aperta e abitabile, molto spesso si trasforma in tradizionalismo irresponsabile.

In questo quadro, la celebrazione dei sacramenti (es.: padrini) e i segni della tradizione (feste popolari) vengono utilizzati come strumento di trasmissione di “disvalori”?

Come e quando il sacro scade nel magismo e nella superstizione?

n. 86 C.D.S.C.

La dottrina sociale si presenta come un “cantiere” sempre aperto, in cui la verità perenne penetra e permea la novità contingente, tracciando vie di giustizia e di pace. La fede non presume d’imprigionare in uno schema chiuso la mutevole realtà socio-politica. E’ vero piuttosto il contrario: la fede è fermento di novità e creatività.

3) SOTTOSVILUPPO O SVILUPPO SOSTENIBILE?

Qual è la reale condizione della vita economica del territorio e come essa si riverbera sul panorama nazionale?

Quali sono i limiti e le opportunità che la nostra economia vive e quali gli spazi per un corretto approccio al lavoro, evitando distorsioni che caratterizzano in questo ambito la nostra cultura?

Quale valorizzazione dei  paesi interni come risposta al degrado (morale e ambientale)?

E la salvaguardia del creato?

Dal n. 333 C.D.S.C.

Tutti hanno il diritto di partecipare alla vita economica e il dovere di contribuire, secondo le proprie capacità, al progresso del proprio Paese e dell’intera famiglia umana. Se, in qualche misura, tutti sono responsabili di tutti, ciascuno ha il dovere di impegnarsi per lo sviluppo economico di tutti: è dovere di solidarietà e di giustizia, ma è anche la via migliore per far progredire l’intera umanità.

art. 4 Cost.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.

4) FRAGILITA’. FORTI COI DEBOLI E DEBOLI COI FORTI?

Le differenze e le fragilità sociali come vengono vissute in un contesto come quello della Locride?

L’altro, in particolare l’immigrato, è una risorsa o un ostacolo?

n. 193 C.D.S.C.

Le nuove relazioni di interdipendenza tra uomini e popoli, che sono, di fatto, forme di solidarietà, devono trasformarsi in relazioni tese ad una vera e propria solidarietà etico-sociale, che è l’esigenza morale insita in tutte le relazioni umane. La solidarietà si presenta, dunque, sotto due aspetti complementari: quello di principio sociale e quello di virtù morale.

art. 3 Cost.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

5) VITA AFFETTIVA.

“La famiglia, con i suoi forti legami primari, è [anche] luogo di controllo sociale e d’iniziazione al sistema clientelare”(Educare alla responsabilità, 2004). E’ questo che si intende come “familismo amorale”.

La cultura dell’appartenenza familistica condiziona e come la libertà di espressione e la creatività del singolo individuo in tutti gli ambiti della vita (sociale, politico, affettivo, ecc…)?

n. 242 C.D.S.C.

La famiglia ha la responsabilità di offrire un’educazione integrale. Ogni vera educazione, infatti, deve promuovere la “formazione della persona umana in vista del suo fine ultimo, e contemporaneamente per il bene della società di cui l’uomo è membro e alle cui responsabilità, divenuto adulto, avrà parte”. L’integralità è assicurata quando i figli – con la testimonianza di vita e con la parola – vengono educati al dialogo, all’incontro, alla socialità, alla legalità, alla solidarietà e alla pace, mediante la coltivazione delle virtù fondamentali della giustizia e della carità.

art. 31 Cost.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Un impegno che si rinnova!

Rilanciamo”, è questo lo slogan che ha accompagnato la ripresa del percorso della Scuola di Formazione Teologico-Pastorale “Barlaam Calabro”. All’interno di questa offerta formativa, ora, riprende e si rilancia il cammino della Formazione all’Impegno Sociale e Politico, dopi i cinque anni di intenso e proficuo lavoro della scuola “don Giorgio Pratesi”. Il nuovo itinerario, che si caratterizzerà come una sorta di “dipartimento” della “Barlaam Calabro”, raccoglie il testimone dalla precedente esperienza, rinnovandosi in alcuni tratti essenziali, ma non rinunciando, tuttavia, a due elementi fondamentali: l’apertura a tutte le realtà istituzionali, sociali, politiche ed economiche del territorio e la ricerca del dialogo intenso e fecondo con altre esperienze culturali oltre quella cristiana.
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