CHI ACCOGLIE ME…

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IL MESSAGGIO DEL NOSTRO VESCOVO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO 2017 “MIGRANTI MINORENNI, VULNERABILI E SENZA VOCE”

 

Cari fratelli e sorelle!

In questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato accogliamo l’invito del Santo Padre a riflettere sul tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”. E’ un richiamo ai più piccoli, alla situazione di coloro che, a motivo della loro fragilità ed incapacità a difendersi, soffrono più di tutti dei mali della nostra società.

I bambini stavano particolarmente a cuore a Gesù, che da bambino ha sofferto – come tanti bambini – le conseguenze della cattiveria dei potenti del tempo. Nel tentativo di farlo fuori, vedendo in Lui un pericoloso antagonista, il re Erode ha versato tanto sangue innocente. Per sfuggire alle sue minacce, la famiglia di Gesù fu costretta ad emigrare ed a subire le conseguenze dell’essere straniero in terra straniera. Vivendo questa esperienza, Gesù ci mostra che nessuno è straniero in questo mondo a qualunque “nazione, razza, popolo e lingua” (Ap 7, 9) appartenga. Come figli dello stesso Padre facciamo parte della medesima famiglia umana. Un messaggio ancora più chiaro per chi, come noi cristiani, accogliamo nel volto di Gesù il Figlio inviato dal Padre. Papa Francesco ci ricorda a proposito che “essere cristiano e cacciare via un affamato, un rifugiato, è da ipocriti“. Un’ipocrisia che viene smascherata senza mezzi termini anche da Gesù, che si riconosce nel volto dei bambini: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc 9, 37).

Oggi è impossibile far finta di non vedere. Come può quel senso di umanità che è in ciascuno sopportare che tanti bambini vengano istruiti sin da piccoli all’uso delle armi o usati come scudi umani o venduti, sfruttati o abbandonati a se stessi? Come è possibile non ribellarsi di fronte ad un perverso sistema che consente di avviare tante bambine e tanti bambini alla prostituzione o di coinvolgerli nel giro della pornografia, di renderli schiavi del lavoro minorile o arruolarli come soldati, di spingerli nei traffici di droga e in altre forme di delinquenza, di forzarli alla fuga da conflitti e da persecuzioni? Com’è possibile accettare “aberranti piaghe”, come il traffico di bambini, lo sfruttamento e l’abuso di minori, privati dei diritti inerenti alla fanciullezza? Accogliamo i bambini, in particolari quelli provenienti da altre nazioni, come il volto “vulnerabile e senza voce” della nostra società. Di essi dobbiamo prenderci cura, perché – come leggiamo nel Messaggio per questa Giornata Mondiale – “sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari”. E’ grave peccato contro l’umanità fare violenza e non difendere i bambini. Purtroppo l’umanità che stiamo costruendo non è a misura dei bambini. Lo si vede quando non viene riconosciuto loro “il diritto ad un ambiente familiare sano e protetto dove poter crescere sotto la guida e l’esempio di un papà e di una mamma; il diritto-dovere a ricevere un’educazione adeguata, principalmente nella famiglia e anche nella scuola… Tutti i minori, poi, hanno diritto a giocare e a fare attività ricreative, hanno diritto insomma ad essere bambini”.

Rimangono scolpite le immagini strazianti del corpicino senza vita del piccolo Aylan sulla spiaggia turca di Bodrum.  Quando l’Indipendent pubblicò quelle immagini shoccanti del bimbo siriano, qualcuno scrisse che quel bimbo “è nostro figlio” e che quella morte era il simbolo del fallimento della politica d’Europa e dei suoi piani umanitari. Non voglio qui rivestire i panni dell’accusatore. Ma certamente i tanti bimbi morti per annegamento, nei naufragi, in guerra interpellano la coscienza civile di tutti e di ognuno. Una civiltà che lascia morire le donne e i più piccoli o li abbandona per le strade non è degna di questo nome.

Il mio saluto a quanti hanno voluto organizzare qui a Benestare questa giornata diocesana del migrante e del rifugiato. E’ per tutti un’occasione bella di incontro e di dialogo tra fedi e culture diverse. A tutti va la benedizione del Signore e l’augurio che momenti come questi possano essere semi di solidarietà e germi di speranza.f

Locri, 15 gennaio 2017.

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