La necessità di difendere il lavoro per favorire l’inclusione sociale. Concluso il terzo modulo del Corso Laudato si’

Trattare il tema del lavoro non è mai una “faccenda” da poco, non solo per la vastità degli aspetti che esso presenta, vista la sua incidenza nella vita delle persone, ma perché occorre esplorare necessariamente i due piani nei quali, probabilmente da sempre, è suddiviso questo universo: un piano alto dove scorrono i provvedimenti legislativi e un piano basso dove scorre la vita reale e regna il caos, dove ogni uomo redige il suo codice di comportamento, ignorando o interpretando a suo modo quanto la legge stabilisce. Il tutto a discapito della difesa della dignità dell’uomo e di una sua piena realizzazione.

In occasione del terzo modulo del corso di formazione all’impegno socio-politico e alla cura del creato Laudato si’ si è cercato di esplorare e approfondire la realtà “lavoro” alla luce del messaggio che Papa Francesco consegna nella sua enciclica.

La prima lezione, svolta dal dott. Vincenzo Saccà, dottore commercialista e revisore contabile, ha avuto come titolo “La necessità di difendere il lavoro in una società senza lavoro”. Egli ha illustrato come nel tempo sia cambiata la legislazione sul lavoro, come sia cambiata la tipologia dei contratti aziendali, quali siano oggi i canali percorribili per i giovani e non che provano a concretizzare un’idea imprenditoriale. Il secondo incontro del modulo è stato curato dal dott. Giovanni Castiglioni (UCSC) che ha tracciato una distinzione tra il lavoro sostanziale e il lavoro formale, per poi illustrare le tre fasi analitiche dell’evoluzione del lavoro, ossia, della società industriale, Taylor-Fordista e post-Fordista. Il dott. Castiglioni ha anche illustrato le nuove forme di lavoro e di condivisione: l’autoimprenditorialità, lo smartworking, il coworking, la sharing economy. Il modulo di marzo si è concluso, poi, con l’intervento del prof. Vittorio Daniele (UNICZ) che ha evidenziato come, nonostante tutto, nonostante la crisi, molte zone del mondo siano uscite dalla condizione di povertà. Il contenuto delle lezioni svolte dai relatori ha provocato numerose domande. Eccone alcune: in Italia il vero problema sta nella diversa tipologia dei contratti aziendali oppure nell’uso che di essi si fa? Pensiamo, solo per porre un esempio, all’utilizzo improprio che si sta facendo dei voucher. E ancora: il lavoratore è solo un costo per l’azienda o è anche una risorsa? Chi vuole fare impresa in che modo è sostenuto dalle istituzioni?

Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ si sofferma molto sulla necessità di difendere il lavoro, asserendo che «in qualunque impostazione di ecologia integrale, che non escluda l’essere umano, è indispensabile integrare il valore del lavoro, tanto sapientemente sviluppato da san Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Laborem exercens. Se cerchiamo di pensare quali siano le relazioni adeguate dell’essere umano con il mondo che lo circonda, emerge la necessità di una corretta concezione del lavoro, perché, se parliamo della relazione dell’essere umano con le cose, si pone l’interrogativo circa il senso e la finalità dell’azione umana sulla realtà. Non parliamo solo del lavoro manuale o del lavoro della terra, bensì di qualsiasi attività che implichi qualche trasformazione dell’esistente, dall’elaborazione di un studio sociale fino al progetto di uno sviluppo tecnologico. Qualsiasi forma di lavoro presuppone un’idea sulla relazione che l’essere umano può o deve stabilire con l’altro da sé. Affermiamo che l’uomo è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale. Il lavoro dovrebbe essere l’ambito di questo multiforme sviluppo personale, dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creatività, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacità, l’esercizio dei valori, la comunicazione con gli altri, un atteggiamento di adorazione. Perciò la realtà sociale del mondo di oggi, al di là degli interessi limitati delle imprese e di una discutibile razionalità economica, esige che «si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro […] per tutti».

Preziosissimo il contributo offerto dai testimoni intervenuti: Luca Siciliano (imprenditore), Vincenzo Linarello (Presidente GOEL), Eugenio Serafino (FILCA CISL).

L’inclusione sociale dei poveri, questo filo rosso che attraversa il magistero di Papa Francesco, esige che l’accesso al lavoro sia per tutti. Un lavoro, però, che sia degno di questo nome, che dia la possibilità all’uomo di riscattarsi dalla povertà, per vivere da cittadino e non da suddito.


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