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Locri, 11 dicembre 2011
Carissima famiglia Casella,
Appena saputa la triste notizia della morte della signora Angela, ho sentito forte in me l’impulso, come attuale Vescovo della Locride, ad esprimervi la mia cristiana solidarietà, ricordando la vostra cara defunta, che, qui, nella Locride, ha dato testimonianza di amore materno, di fede, di coraggio e di costanza.
Spero proprio di non riaprire nei vostri cuori ferite, che forse il tempo ha già rimarginato, né tanto meno ricordare a noi della Locride momenti dolorosissimi della nostra storia, che vorremmo non fossero mai accaduti e sui quali fosse ormai posta una pietra tombale.
Io personalmente ho accolto la signora Angela a Paola al Santuario di S. Francesco. Ero superiore della comunità ed eravamo riuniti in assemblea con altri frati per l’elezione dei nuovi superiori. L’accogliemmo oltre che in Chiesa, dove ha partecipato alla Santa Messa, anche nella nostra aula capitolare per esprimerle il nostro incoraggiamento e assicurarla della nostra preghiera.
Nella sua dolorosissima permanenza nella Locride ‘madre coraggio’ ebbe modo di sperimentare il vero cuore dei calabresi, umiliato da una sparuta minoranza senza cuore e senza dignità.
Se posso in questo momento sostituirmi a loro, signora Angela, ti chiedo perdono per tutto quanto ti hanno fatto soffrire. Le nostre strade parlano ancora di te mentre stringevi altre mani di madri e di gente semplice, che ti esprimeva vicinanza sincera, mentre raccoglievi firme di solidarietà, mentre ti recavi in ogni luogo e posto ove potevi far risuonare a voce e con scritte, il tuo grido di madre, colpita nel cuore per il rapimento di un figlio.
Dinanzi alla tua salma ti diciamo grazie, signora.
- Grazie per come ti sei saputa rapportare con noi calabresi, non facendo di ogni erba un fascio.
- Grazie per come hai dimostrato la grandezza di un cuore di madre, che non si arrende.
- Grazie per la testimonianza di donna forte, che sopporta duri sacrifici per raggiungere il suo ideale.
- Grazie per il tuo sorriso che riuscivi ad esprimere, stringendo mani e cuori, nonostante le lacrime di dolore per quanto vivevi fossero amare, anche se spesso non apparivano.
- Grazie, infine, per la tua fede che generò in te quella speranza, che alla fine vinse la sua battaglia.
Sei stata un dono grande non solo per la tua famiglia, ma per tutti noi. Ora riposa felice e in pace nella gloria del Paradiso, ove sicuramente hai già incontrato la Grande Madre, prototipo di ogni madre, la Vergine Maria, anche lei Madre coraggiosa sulla strada dolorosa del Figlio, prima di essere la Regina gloriosa.
Prega per la nostra Locride, una terra che ti ha fatto soffrire molto, ma ti ha anche molto amata e ammirata. Chiedi per noi a Dio il dono di farci voltare definitivamente la pagina del nostro passato e continuare a percorrere un cammino di vita nuova, che siamo sicuri di avere già iniziato.
A lei sig. Luigi, a voi amati figli Carlo e Cesare, a voi tutti parenti la nostra cristiana solidarietà e la nostra preghiera.
+ p. Giuseppe Fiorini Morosini
Vescovo di Locri-Gerace |
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