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INIZIO ANNO PASTORALE 2009-2010
Omelia S. Messa Cattedrale di Gerace
28 settembre 2009
Carissimi,
Stiamo celebrando questa Eucarestia, che è sempre sacrificio di lode e di ringraziamento al Padre datore di ogni bene, per ringraziarlo dei benefici che ci ha concesso all’inizio di questo anno pastorale, dandoci la gioia di ritrovarci assieme e di ascoltare e meditare su temi che ci serviranno per il nostro futuro servizio pastorale. Stiamo celebrando una Eucarestia di ringraziamento, ma anche di impetrazione per le future attività nelle nostre comunità parrocchiali, chiedendo in modo particolare allo Spirito Santo di far crescere questa nostra Chiesa di Locri-Gerace, portando singoli e comunità a quella maturità di fede e di vita cristiana, che S. Paolo indicava con l’espressione “l’uomo perfetto”: “finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo” (Ef 4,13).
Ci sentiamo protetti e guidati da quella paternità del Signore, che ci ha descritto il profeta Zaccaria, a riguardo di Sion: Così dice il Signore degli eserciti: Sono acceso di grande gelosia per Sion, un grande ardore m'infiamma per lei. Dice il Signore: Tornerò a Sion e dimorerò in Gerusalemme. Gerusalemme sarà chiamata Città della fedeltà e il monte del Signore degli eserciti Monte santo.
E’ un testo che allarga il nostro cuore alla speranza; e ne abbiamo bisogno perché tante volte siamo come i discepoli che si lamentano con il Signore di aver lavorato invano (Lc 3,5). Affidato al Signore e benedetto da lui, nessun nostro lavoro sarà stato senza frutto. E’ una certezza per noi.
Il numero dei partecipanti agli incontri formativi di Lunedì e Martedì scorso e il numero di presenze che registriamo oggi in questa nostra Chiesa Cattedrale ci fanno ben sperare in un’azione pastorale vasta, costante e incisiva da parte di tutti.
Vi ringrazio per questa partecipazione e per il lavoro svolto nelle vostre rispettive comunità, per i suggerimenti che avete dato, per le proposte fatte, secondo come hanno riferito i Vicari, che ringrazio per la sintesi, che poco fa hanno letta.
Questa S. Messa ci consente di guardare alla nostra Chiesa Diocesana attraverso il filtro della vostra numerosa presenza, che è di conforto e di speranza per tutti. Voi siete l’espressione dell’impegno delle singole Parrocchie, dei gruppi ecclesiali presenti in Diocesi; e qui siete solo una rappresentanza scelta di tutte le altre persone impegnate nelle vostre rispettive Parrocchie. Siete una forza che ci fa ben sperare per il futuro.
A tutti voi qui presenti, sacerdoti, diaconi, religiosi e laici, rivolgo, pertanto, in questo momento il mio appello ad essere consapevoli delle potenzialità che esprimete, affinché possiate trovare tutti la forza di ricominciare con entusiasmo; a voi la consegna di alcuni punti di orientamento per dare concretezza a queste potenzialità; a voi affido alcune proposte che saranno poi elaborate nelle Proposte Pastorali, che renderò note al più presto.
Siamo una forza e una potenzialità che deve riversarsi sul territorio come onda benefica, capace di purificare e di rinnovare. Ci dobbiamo credere per osare sempre più e sempre meglio nella nostra azione pastorale. Alla Chiesa e alla sua capacità formativa si guarda ancora con fiducia nei nostri paesi: non possiamo sciupare questa situazione di favore; la richiesta dei sacramenti che mette ancora nelle nostre mani tanti giovani è altissima; l’insegnamento religioso nelle scuole è ancora richiesto; il ruolo sociale della Chiesa è riconosciuto.
Dobbiamo allora interrogarci sul perché incidiamo così poco sul territorio e non ne determiniamo il cambiamento; interrogarci sul perché anche fra noi dobbiamo registrare il problema dell’emergenza educativa, ormai diffusa nella società italiana; interrogarci ancora sul perché alla sacramentalizzazione diffusa, quasi generalizzata, non corrisponda un impegno serio di vita cristiana tradotta in quei valori umani che generano legalità, benessere economico, strutture sociali funzionanti, convivenza pacifica tra le famiglie, pace sociale, rispetto della persona.
Vi propongo due grandi principi, tra i quali realizzare unità per affrontare cristianamente ed efficacemente i nostri problemi attivando due impegni fondamentali che vi proporrò qui di seguito.
I due grandi principi sono: la necessità dell’unione con Dio e l’obiettivo di suscitare domanda di fede tra la gente.
La nostra vita spirituale, intesa come sforzo di tendere alla comunione con Dio, è un fattore necessario per suscitare nelle persone la domanda di fede, intesa come volontà di conoscere Gesù e di seguirlo. Giovanni Paolo II, indicando i grandi principi di orientamento per l’azione pastorale della Chiesa nel nuovo millennio, ha insistito sul ritorno all’impegno di santità di tutti i membri della Chiesa; impegno che si sarebbe dovuto esplicitare anche nel modo come organizzare concretamente l’azione pastorale, progettando, tra l’altro, la preghiera comune della comunità come parte integrante dell’azione pastorale.
Solo la testimonianza forte della nostra esperienza di Gesù, e della gioia che da essa scaturisce, può suscitare nuovi discepoli di Gesù e membri della Chiesa. L’esperienza della Chiesa delle origini, sintetizzata nella I Lettera di S. Giovanni è molto eloquente al riguardo.
Se coltiveremo una intensa vita interiore, allora sì che non trasmetteremo solo formule di fede, ma una esperienza viva che spingerà le persone a interrogarsi sulla proposta di vita contenuta nel Vangelo.
Sulla base di questa unità, che dobbiamo realizzare ad ogni costo, possiamo poi impostare la nostra attività pastorale, che avrà gli stessi obiettivi e seguirà gli stessi itinerari, indicati lo scorso anno.
Gli obiettivi, che anche quest’anno vi propongo sono i seguenti: l’evangelizzazione ad ogni livello e la comunione delle comunità.
Per il rilancio della nostra azione Evangelizzatrice vi indico tre strumenti, in parte già utilizzati:
a.La catechesi in stile catecumenale, che non può essere lasciata alla libera decisione delle comunità locali. E’ una prospettiva delle Chiesa italiana, che deve essere accolta da tutti. La pazienza richiesta per la sua attuazione non ne giustifichi il rifiuto o l’accantonamento.
b.La formazione degli educatori, necessaria per rilanciare la pastorale giovanile e per dare avvio anche alla mistagogia per quelle comunità che stanno già attuando una catechesi in stile catecumenale. Chi è stato iniziato alla vita cristiana ha bisogno di continuare la sua formazione in un gruppo capace di avviarlo all’esperienza di comunione nella Chiesa.
c.La scuola di formazione per i laici. Più volte abbiamo detto che è una scommessa della Chiesa diocesana, i cui frutti potranno vedersi solo negli anni futuri. Quest’anno vedremo se sarà vero che tutti ci scommettiamo.
Tutte le altre scelte di evangelizzazione devono essere sostenute da questi tre strumenti. Richiamo qui anche la formazione per i membri delle Confraternite e dei comitati festa, che deve essere orientata anche questa all’obiettivo di suscitare domanda di fede.
Per creare sempre più comunione nelle comunità vi indico alcuni mezzi:
a.non è sufficiente una generica raccomandazione a volersi bene, ma bisogna entrare nella logica del farsi piccolo e del mettersi al servizio: Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande.
b.Bisogna poi preoccuparsi del retto funzionamento degli organismi di comunione. I consigli pastorale ed economico devono essere presenti in ogni parrocchia. Il parroco deve scoprire la sua vocazione di portare ad unità tutte le vocazioni nella parrocchia. I laici devono collaborare riconoscendo l’autorità del parroco.
c.Si fomenti pertanto una vera spiritualità del dialogo. Raccomando di superare i conflitti in spirito di collaborazione e che la comunione esistente all’interno della comunità ecclesiale aiuti a superare i conflitti che alcune volte sorgono sul territorio per qualunque motivo.
d.Non bisogna essere gelosi del proprio lavoro, ma bisogna aprirsi alla collaborazione con tutti, come possiamo imparare dal Vangelo letto: Giovanni prese la parola dicendo: "Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci. Ma Gesù gli rispose: Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi.
Anche i gruppi ecclesiali devono essere condotti, pur nel rispetto dei loro itinerari formativi, sulla stessa strada che percorre la Diocesi, condividendone scelte e strumenti per attuarle.
Carissimi,
Riusciremo a realizzare tutto questo? Viene in nostro aiuto ancora la parola di Dio che abbiamo letta: Dice il Signore degli eserciti: Se ciò sembra impossibile agli occhi del resto di questo popolo in quei giorni, sarà forse impossibile anche ai miei occhi? - dice il Signore degli eserciti -.
Così dice il Signore degli eserciti: Ecco, io salvo il mio popolo dalla terra d'oriente e d'occidente: li ricondurrò ad abitare in Gerusalemme; saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, nella fedeltà e nella giustizia. Dice il Signore degli eserciti: Riprendano forza le vostre mani. Voi in questi giorni ascoltate queste parole dalla bocca dei profeti; oggi vien fondata la casa del Signore degli eserciti con la ricostruzione del tempio.
Ripartiamo allora con fiducia e speranza, perché il Signore non ci abbandona. Lo Spirito Santo che stiamo invocando in questa celebrazione eucaristica, ci illuminerà e ci darà forza ed impedirà che noi cadiamo nello scoraggiamento. Mettiamo nelle mani della Vergine Maria tutti i nostri ideali, progetti e speranze. Ella intercederà per noi.
Buon lavoro a tutti.
+ p. Giuseppe Fiorini Morosini
Vescovo
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