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La speranza che noi annunciamo per la Locride non è illusoria |
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Nota di S.E. mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri-Gerace ad un anno dai fatti di Duisburg |
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San Luca è un paese che cerca di riprendersi, anche portandosi dentro tanto dolore; cerca in ogni modo di cancellare quella immagine che gli hanno costruito addosso. Le recenti manifestazioni, che hanno esaltato nei giorni scorsi quanto già è stato fatto e si sta progettando di fare per il futuro, ne sono una prova. Ma gli organi di stampa nazionale non si sono interessati a queste cose, perché non rientravano nei loro schemi informativi. Noi vogliamo precisare che, se ricordare deve significare mettere ancora una volta sotto i riflettori la nostra terra, la Locride, per additarla come terra del male, noi non solo ci dissociamo da questo tentativo, ma reagiamo con forza a difesa della nostra terra e della nostra gente. Abbiamo in mezzo a noi tanto bene da evidenziare, tante risorse in cui credere e sperare. La nostra gente ha bisogno di serenità e di pace per risolvere i propri problemi. Ha bisogno che si spengano quei riflettori che illuminano solo i suoi lati negativi. Magari la commemorazione progettata potesse assumere i toni della speranza additando alla Nazione, e oltre, che c’è nella gente desiderio di crescere e sforzo concreto per creare condizioni nuove di vita! Non vogliamo che la nostra Locride sia ancora definita “terra martoriata”; essa è terra che vive, perché noi siamo pieni di vita e di entusiasmo. La speranza che noi annunciamo non è vuota, non sono parole illusorie quelle dette alla gente; noi non chiudiamo gli occhi sui problemi. Ma in quale regione d’Italia non ci sono problemi, e forse più gravi di quelli della Locride? La Chiesa diocesana ha accolto il mio invito a credere in sé stessa, nelle proprie risorse, nelle proprie possibilità di riuscita: così tutti saremo artefici del nostro futuro. L’invito alla riconciliazione lanciato al mio arrivo in Diocesi a tutti, preti e laici, credenti e non credenti, anche a chi è autore del male, è un punto fermo per noi e per il nostro cammino diocesano. E’ su questa strada che la Chiesa intende muoversi per dare concretezza alla speranza, puntando sulle nostre risorse, che sono tante e sulle quali forse noi stessi non crediamo ancora pienamente. Non presumiamo di essere interpreti dell’opinione pubblica, ma dobbiamo registrare su questo indirizzo il consenso di tanti amministratori e soprattutto della gente, che sto incontrando quotidianamente.Invito, perciò, gli organi di stampa a guardare alla Locride con i nostri stessi occhi di speranza e di vita, aiutandoci magari ad evidenziare la necessità di essere sorretti dallo Stato, per quel che è di sua competenza (la garanzia del lavoro ai giovani e la presenza accanto al cittadino perché possa avere fiducia in esso), per consentire a quanti sono animati da buona volontà e lottano ogni giorno, ad essere efficaci nel loro impegno per il bene comune. Locri, 14 agosto 2008 + p. Giuseppe F. Morosini - vescovo |
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