Durante il nostro soggiorno di 4-5 giorni nella Locride abbiamo raccolto così tante e varie impressioni, che non ci è facile riassumere tutto, qui, in poche righe. E poi, siamo ben coscienti del rischio di cadere nella superficialità, tentando di tirare delle conclusioni non esaustive a fronte di un così breve periodo di permanenza. Posso comunque affermare, ad una settimana di distanza dalla visita, che l’impressione principale per me è costituita dal gioco fra il vecchio e il nuovo, fra antichità e attualità.

Venendo dal Nord, si è innanzi tutto colpiti dall’antichità della civiltà mediterranea. Tracce del mondo greco antico, luoghi di culto e tradizioni che ci parlano ancora oggi di eremiti e santi antichissimi. Sotto un certo aspetto, la continuità con i primi cristiani sembra quasi tangibile. Si sente di essere in una terra con una lunghissima storia, una terra sulla quale la vita di oggigiorno affonda le sue radici in un terreno profondissimo. Visitando l'antichissimo eremo di Sant'Ilarione Abate (a San Nicola di Caulonia), ancora abitato da un fratello eremita, è come se i secoli spariscono e siamo di un colpo nell’anno 1000, o 1500; non si vede grande differenza!

Eppure, ciò che colpisce ancora di più, è che questa terra sta vivendo fortemente le sfide del mondo di oggi. C’è una lotta seria per l'affermazione della legalità e della democrazia, c’è la ricerca continua di una fede che permetta di affrontare i problemi odierni. Un forte movimento cooperativo tenta di offrire un’alternativa alla disoccupazione e al clientelismo. A Mammola, un artista contemporaneo ridà vita a delle forme che vengono dal passato con una creatività impressionante. Abbiamo incontrato dei gruppi di giovani che, sotto la timidezza naturale, danno prova di una vitalità che oramai manca nelle zone più benestanti dell’Europa. In poche parole, c'è una Chiesa locale che è tutt’altro che addormentata. Una Chiesa in cui si manifestano dei semi di speranza che potrebbero portare frutto non soltanto in Calabria ma -trovando dell’acqua e del Sole necessari - anche fuori da questa terra, per nutrire tante altre persone vicine e lontane. E così si realizzerà ancora una volta la Parola: “Quello che è debole (e nascosto) per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti” (1 Cor 1,27).

Frère John, Comunità di Taizé