Oggi la Diocesi di Locri-Gerace abbraccia il suo Pastore. Il settantacinquesimo compleanno di Monsignor Francesco Oliva non è solo un traguardo anagrafico, ma rappresenta un momento di profonda riflessione per un intero territorio che, negli ultimi dodici anni, ha trovato in lui una guida sicura, un riferimento etico e un motore di cambiamento concreto.
Se volessimo riassumere l’episcopato di Mons. Oliva con una sola parola, questa sarebbe concretezza. Lontano dai formalismi, il Vescovo Francesco ha interpretato il suo ruolo camminando sulle strade della Locride, sporcandosi le mani con le difficoltà quotidiane di una terra complessa.
La sua è un’indole pragmatica: una spiritualità che non resta chiusa in sé stessa, ma che si traduce in azione sociale. Per Mons. Oliva, annunciare il Vangelo ha sempre significato denunciare le ingiustizie, promuovere la dignità del lavoro e stare accanto a chi vive ai margini, non con sterili proclami, ma con progetti capaci di generare futuro.
Dal suo ingresso in Diocesi nel luglio 2014, l’impronta impressa dal Vescovo Francesco è stata profonda. In questi dodici anni, la Curia è diventata un laboratorio di partecipazione attiva. Tra i pilastri del suo mandato ricordiamo: l’impegno per la legalità, non solo a parole, ma attraverso l’educazione dei giovani e il sostegno in favore di azioni reali. La valorizzazione del patrimonio diocesano, con il recupero della bellezza artistica e architettonica – con Gerace in prima linea – non come sfoggio estetico, ma come volano di riscatto culturale, economico e sociale. L’accoglienza e la carità, con il potenziamento delle strutture Caritas, da quella Diocesana a quelle parrocchiali, e l’attenzione costante ai migranti e alle nuove povertà, rendendo la Diocesi una “casa aperta”. I progetti per il lavoro, con l’impulso dato a iniziative di imprenditoria sociale, per dimostrare che restare in Calabria è possibile. Riuscendo a dare un segno tangibile con l’utilizzo dei fondi del Pnrr, che si sono tramutati in progetti che hanno contribuito a dare lavoro per decine di famiglie.
Mons. Oliva ha saputo dialogare con le istituzioni senza mai rinunciare alla propria voce profetica. È stato un pungolo costante per la politica, richiamando tutti alle proprie responsabilità su temi caldi come la sanità, le infrastrutture e l’emergenza ambientale.
La sua visione di una “Chiesa in uscita” si è tradotta in una presenza costante nelle periferie esistenziali, dove il bisogno di speranza è più acuto, attraversandole in lungo e in largo negli anni della Visita Pastorale. Non solo, il suo più grande desiderio è stato sempre quello di vederla crescere in modo sinodale: molteplici carismi, una sola anima.
Arrivare ai 75 anni significa, secondo il diritto canonico, presentare le dimissioni. Ma, al di là delle procedure burocratiche, ciò che conta oggi è la gratitudine di una comunità che ha visto nel proprio Vescovo un uomo umile, un lavoratore instancabile e un padre premuroso.
A Monsignor Francesco Oliva vanno i nostri auguri più sinceri. Che il suo esempio di pastore pragmatico possa continuare a ispirare non solo i fedeli, ma chiunque abbia a cuore le sorti di questa terra, perché i semi piantati in questi dodici anni possano continuare a dare frutti abbondanti.
Auguri, Eccellenza, la Locride Le è grata.







